E’ tempo di innovazione nel circuito dei MUSEI DELLA TORTURA

Uno dei modo più semplici per comunicare una “novità”, è cambiare il modo di raccontarla. E’ forse la prima legge del mondo della comunicazione. Era uno dei punti chiave della filosofia di Nietzsche, più evolvi e migliori nelle conoscenze, più migliorerai il modo di esprimerti. Ovvero, la capacità di espressione è strettamente legata all’evoluzione del pensiero.

L’occasione per presentare a tutti – pubblico, enti o istituzioni – le importanti innovaizoni prodotte dal circuito dei MUSEI DELLA TORTURA, è diventato un momento per celebrare quanto di nuovo e di importante in chiave tecnologica si va sperimentando in questo gruppo di Musei Tematici.

Questo circuito museale, che è ben presente nel tessuto delle città d’Arte, è a tutti gli effetti un moderno sistema, vivo nelle iniziative e propositivo nelle dinamiche. Come dimostrato da questo ultimo passaggio che ha garantito la conversione la conversione e la produzione di una serie di materiali multimediali, assolutamente innovativi per il settore, in grado di far percepire e vivere al visitatore una esperienza multisensoriale completa.

La modernizzazione riguarda aspetti dell’allestimento ma anche di fruizione dei percorsi presentati. Il tutto, a scanso di equivoci, non è finalizzato alla mostra di un horror gratuito e privo di senso; casomai il contrario. Vale la pena di ribadire che la filosofia che anima i MUSEI DELLA TORTURA è di natura culturale e sociale, e rappresenta una crescita in chiave di conoscenza e di rispetto dei diritti umani come testimoniato dalla sponsorizzazione di Enti ed Istituzioni come Amnesty International.

Venendo alla parte esecutiva del lavoro si è:

– Sintetizzato e rimodellato la parte narrativa
– Riduzione degli elementi narrativi a vantaggio di una maggiore concretezza
– Facilità nella comprensione dei contenuti.

L’audio guida che è stata sviluppata, al momento in funzione nel Museo di Lucca, di Siena, San Gimignano e di San Marino, è scaricabile sugli strumenti e dispositivi mobile (SmartPhone e Tablet): permette di ascoltare durante la visita una voce narrante che accompagna alla scoperta delle diverse tappe.

Oltre agli elementi che si riferiscono alle esposizioni del MUSEO sono riportati punti di interesse, che stanno intorno al Musei ed una serie di suggerimenti riguardanti il soggiorno nel luogo di appartenenza. Molta attenzione è stata posta nella selezione dei luoghi turistici che vengono proposti.

Tutti i contenuti di testo, scritti e revisionati, sono stati prodotti per una utilizzazione ottimale nella scaletta dell’audio guida, per dare tutte le informazioni necessarie alla comprensione dell’oggetto che viene mostrato, il suo contesto storico ed un supporto di note che ne avvalorano la reale portata storica. L’audio-guida è praticamente una APP scaricabile gratuitamente sullo smartphone/tablet.

E’ divisa in due sezioni:
– la prima, di tipo istituzionale, è consultabile da tutti anche all’esterno del Museo. Qui l’utente trova le info e le news di tutti i musei, e grazie a la geo-localizzazione di Google, può vedere i punti di interesse segnalati dal “Museo della Tortura” nelle città dove sono presenti.
– la seconda parte, si attiva solo all’interno del Museo. E’ un vero e proprio sistema di audio-guida multimediale, che accompagna il visitatore nel percorso del museo e, attraverso l’utilizzo della realtà aumentata, fa comprendere al meglio il meccanismo ed il funzionamento di alcune delle macchine di Tortura.

Le guide sono disponibili in italiano ed in inglese, ma sono previste a breve le traduzioni in tedesco e francese.

Molto è stato fatto e molto c’è ancora da fare per far comprendere a tutti che il ruolo educativo e sociale svolto dai MUSEI DELLA TORTURA, non come spazi di celebrazione dell’orrore e di brutalità, ma come luoghi di riflessione e di crescita culturale per persone di tutte le età.

Se si vuol davvero porre fine all’abominio della tortura e dello scempio del corpo umano non si conosce altra via se non quella del confronto, della conoscenza e della educazione. I musei della tortura con il supporto morale di AMNESTY INTERNATIONAL esistono e si fanno ogni giorno più visibili e ‘interattivi’ per ribadire che la tortura si combatte con l’educazione e non con la negazione.